Genio in Arte

L’arte contemporanea è un fenomeno irriducibile a qualsiasi tentativo di definizione. Da Picasso e Andy Warhol in poi, diventa labile ogni confine, cessa persino la netta distinzione tra pittura, scultura, architettura. L’arte cosiddetta “applicata” vede all’opera una creatività che si libera da qualsiasi regola, schema, codice semantico. Possiamo assistere ad una scultura fatta con assorbenti igienici per donna, fatta con cannucce di plastica multicolori, polistirolo, rottami. Se è vero che dopo la lezione minimale di Fontana o Duchamp non possiamo più tracciare alcun confine che possa farci identificare un’opera come “capolavoro” piuttosto che forma espressiva estemporanea. Ogni oggetto può diventare opera d’arte. Ciò premesso, abbiamo deciso di occuparci, da un lato, della produzione di quegli artisti che mantengono aperto il confronto con i grandi maestri dell’arte classica, dall’altro, senza porre limiti ai linguaggi espressivi e ai materiali impiegati, intendiamo occuparci della produzione di quegli artisti che vanno oltre il mero concetto d’arte “applicata”, rendendo immediatamente percepibile che la loro opera è il frutto di una lunga e stratificata ricerca. Opere di un’arte che potremmo definire “implicata” perché implica un corposo lavorio interiore e di conseguenza, oltre a manifestare concetto e pensiero, comunica emozioni a chi ne fruisce.

1. La Firenze di Alfonso Mangone – (catalogo in preparazione) – a cura di Francesco Corsi

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