Leopardi – Canti con acquaforte di Valentini (Ed. unaluna)

GIACOMO LEOPARDI Canti e Frammenti con acquaforte di Walter Valentini
Nell’opera, introdotta da Mario Luzi è contenuta la riproduzione di 5 pagine di manoscritti di Leopardi e un’acquaforte originale di Walter Valentini firmata dall’artista

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Formato: cm. 26×18
Numero pagine: 180
Carta: Alcantara gr. 130
Composizione: caratteri mobili Monotype
Stampa: torchio tipografico a 3 colori
Legatura: mezza pelle
Tiratura: 199 esemplari
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Walter Valentini.
Un omaggio a Leopardi

Di ELENA PONTIGGIA
Diceva Marivaux che i matrimoni più felici sono quelli che nascono da un sottile affinità, oppure da una profonda distanza.
Con questi volumi, che avvicinano i Canti di Leopardi a alle opere di un artista anch’egli marchigiano, Walter Valentini, (Pergola, 1928) siamo di fronte a un caso del primo tipo, a una sottile affinità, che lega uno dei massimi poeti di tutti i tempi a un artista contemporaneo: un artista che, seguendo il proprio percorso espressivo, si è cimentato nell’ardua impresa di porre una serie di immagini a cornice della musica leopardiana..Ogni opera di Valentini si imposta essenzialmente su una ricerca geometrica. Ma questa geometria raccoglie in sé le tracce di una figuralità architettonica (archi, portali, pilastri) e di una figuralità cosmica (sfere, ellissi, assi, moti di rotazione e di rivoluzione).

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Sembrano, le opere di Valentini, i diagrammi e gli studi di un trattato d’arte del Rinascimento..
Nell’artista Marchigiano, però, diagrammi e linee subiscono brusche e inaspettate interruzioni. La sua geometria è una scienza che attesta non il possesso, ma il desiderio dell’armonia. E’ una scienza dell’impossibile, o meglio, dell’inesistente. Da un lato, dunque,il lavoro di Valentini utilizza gli strumenti del calcolo, quel compasso e quella squadra che Severini, nel suo Dal cubismo al Classicismo del 1921, considerava i mezzi fondamentali della pittura. Dall’altro si trova di fronte a un mondo in cui i conti non tornano, in cui i calcoli impazziscono, in cui l’armonia è continuamente contraddetta e disattesa. Quelli di Valentini sono progetti di edifici inesistenti, piante architettoniche di architetture che non saranno mai costruite. Tutta la geometria dell’artista, insomma, comunica un sentimento di precarietà e di limite..

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Valentini ha sentito profondamente la lirica del Leopardi.. Del poeta Valentini ha avvertito in modo particolare la dimensione cosmica.. ha colto l’interrogazione ultima, quel senso di solitudine estrema di fronte all’universo che La Ginestra esprime in modo inuguagliato.

L’uomo non compare nelle incisioni di Valentini.. tuttavia.. queste visioni sideree, queste soglie dell’altrove, queste circonvoluzioni di stelle e pianeti aristocraticamente intenti al loro “corso immortale” presuppongono lo sguardo dell’uomo, la domanda dell’uomo..
Tutto il lavoro di Walter Valentini persegue una propria suadente musicalità, che qui è particolarmente evidente..
Valentini ha tenuto presente la lezione di Kandinsky, secondo cui la pittura è, sempre un suono interiore.